Tra i calciatori italiani di rilievo sono annoverati Sante Ancherani, uno dei pionieri della sezione calcio della polisportiva biancoceleste nonché primo capitano e allenatore laziale, Fulvio Bernardini, primo calciatore della Lazio, romano di nascita e proveniente dal Centro-Sud, a essere convocato in Nazionale, i fratelli Saraceni, Fernando e Luigi, pochi tra i tanti giocatori nella storia del calcio italiano ad aver indossato nel corso della loro carriera la maglia di una sola società, quella biancoceleste in tal caso, Ezio Sclavi, Anfilogino Guarisi, detto Filò, campione del mondo nel 1934, oltre a Silvio Piola, vero e proprio giocatore simbolo degli anni trenta e anni quaranta con la maglia della Lazio e della Nazionale azzurra, con la quale ha vinto un mondiale (1938), Enrique Flamini, divenuto anche allenatore e dirigente sia a livello giovanile che di prima squadra, Aldo Puccinelli e Leandro Remondini. Massimiliano Allegri, nel descrivere le sue caratteristiche, parlò di lui come un difensore che gode nel portare l’avversario al duello uno contro uno, oltre che essere dotato di un ottimo piede.
La divisa con la sbarra (comunemente denominata bianco-bandata) tornò ad essere impiegata occasionalmente in alcune partite degli anni 1990: il suo definitivo recupero si deve all’iniziativa del patron Fabrizio Lori ai primi del terzo millennio. Altra maglia peculiare adottata dal Mantova è quella creata per celebrare il centenario dalla fondazione, nel 2011: una divisa azzurra attraversata frontalmente da una sbarra biancorossa. Negli anni 1960, in coincidenza con un periodo nel quale la squadra ebbe una crisi di risultati, la divisa venne mutata in una semplice maglia monocroma rossa abbinata a pantaloncini bianchi. La prima divisa del Mantova si componeva di maglia e calzettoni azzurri abbinati a pantaloncini bianchi. La prima denominazione del gioco fu fútbol de salón nei paesi sudamericani di lingua ispanica, mentre in Brasile esso prese piede con il nome di futebol de salão. 2010 – Nell’estate, un nuovo sodalizio cittadino riparte per meriti sportivi dal campionato di Serie D con la denominazione di Mantova Football Club.
Nel 2010, a seguito del fallimento societario, il nuovo Mantova Football Club non poté inizialmente utilizzare i suddetti emblemi (rimasti in mano alla curatela del club disciolto). Nei primi anni trenta fu progettato e costruito il nuovo stadio polisportivo (provvisto anche di velodromo e pista d’atletica), che dal 1931 al 1936 fu intitolato a Benito Mussolini, che aveva ottenuto la cittadinanza onoraria. Il primo “vero” terreno interno della compagine mantovana fu però il Campo dell’Ippodromo Te (nelle pertinenze di Palazzo Te), che venne inaugurato il 29 marzo 1914: attorno al campo erano state costruite delle tribune, un parterre e gli spogliatoi, più una pista podistica di 400 metri in polvere di carbone. Miglior marcatore stagionale Andrea D’Errico con 14 reti, delle quali 10 firmate in campionato, 3 nei Play-off ed una in Coppa Italia. Il Mantova ha partecipato ai massimi tornei del Comitato Regionale Emiliano nelle annate 1919-20 e 1994-95 e al Campionato Alta Italia nella stagione 1943-44, che fu un torneo calcistico disputatosi nei territori della Repubblica Sociale Italiana. 1 campionato Misto B-C Alta Italia disputato con titolo sportivo di Serie C. Sono considerate professionistiche ai sensi delle NOIF della FIGC le 71 annate trascorse in A, B, C, C1 e C2, assommando così la 51ª miglior tradizione sportiva in Italia fra i club che hanno giocato in massima serie.
Si provvide alla nomina delle commissioni delle sezioni Ciclismo e Podismo, Calcio, Alpinismo, che nell’annata sportiva prossima avranno già raggiunto un ottimo sviluppo. È stato inoltre descritto dai suoi compagni della Juventus anche come un ottimo uomo spogliatoio. È un difensore centrale, ma può rivestire ogni ruolo del reparto arretrato, sia nello schieramento a quattro che in quello a tre, ben comportandosi all’occasione anche come esterno in un centrocampo a cinque. Gaucci riesce a piazzare nel contratto una clausola che permette al club sudamericano di riscattare il cartellino pagando solo cinque miliardi di lire: opzione che effettivamente gli argentini eserciteranno, l’anno successivo. Nell’aprile 1993 fu nominato commissario tecnico Vlatko Marković e nel giugno 1993 la Croazia fu ammessa alla UEFA, troppo tardi per partecipare alle qualificazioni al mondiale 1994, già iniziate l’anno prima. Reintegrato in sovrannumero in Prima Divisione per delibera della Presidenza FIGC in quanto vittima di truffa. 1905-1906 – Eliminatoria ligure della Prima Categoria. Il tutto nel solco di quanto già fatto da altre federazioni calcistiche, che hanno deciso di differenziare il logo tra l’istituzione e le rispettive rappresentative. Tale schema cromatico venne articolato nella divisa casalinga in una soluzione del tutto inedita per il calcio italiano: una maglia bianca sbarrata di rosso.